Bestie di Satana parte III

 

© sedin-fotolia

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Terminiamo qui questa breve esposizione in merito a uno dei fatti criminosi più atroci della storia italiana. Per dovere di cronaca riporteremo i casi di morti sospette messe in relazione all’attività della setta, per poi concentrarci sulle pene inflitte ai colpevoli. Altri due decessi sono stati imputati alla setta, quello di Andrea Bontade e di Christian Frigerio.

Il primo morì in uno schianto d’auto, il caso fu chiuso perché causato, si disse, dalla guida in stato di ebrezza e sotto l’effetto di droghe. In realtà si scoprì che fu proprio lui a scavare la fossa per Chiara e Fabio, ma poi non si presentò la notte dell’esecuzione. Il 21 settembre del 1999 Nicola Sapone pronunciò la terribile frase “ O lo fai tu o lo facciamo noi” e quella sera stessa Andrea Bontade cercò intenzionalmente lo schianto in macchina.

Un altro delitto a loro ricondotto riguardò quello di Andrea Ballarin, trovato impiccato il 6 maggio del 1999 nella sua scuola. Fu un litigio con Sapone a scatenare l’odio assassino e il giovane venne addormentato con l’etere e impiccato. Questi finti suicidi sono stati ufficialmente ricondotti alla setta, ma su altre morti sospette aleggia lo spettro della Bestie di Satana. Doriano Molla, trovato impiccato nel 2000, Fabio Rapalli, impiccato nel 1998, Stefano L., travolto da un camion. Morti sulle quali ancora non è stata fatta chiarezza e che reclamano giustizia.

I colpevoli intanto stanno scontando le loro pene: ergastolo per Nicola Sapone e Paolo Leoni, 29 anni a Marco Zampollo, 27 a Eros Monterosso, 22 per Elisabetta Ballarin, 20 anni a Andrea Sapone, 12 anni a Pietro Guerrieri. Alcuni di loro hanno iniziato un percorso di recupero, fatto di studio e di riscoperta della fede; sicuramente l’abuso di alcol e droghe ha rivestito un ruolo di fondamentale importanza nel deviare menti già labili e facilmente plagiabili, resta il fatto che questo gruppo di deviati abbia scritto le pagine più assurde e crudeli nella storia del satanismo acido italiano.

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