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La forza di diffusione dei mass media è insita nella definizione stessa del termine. Mezzi di comunicazione di massa che diventano spesso mezzi di assuefazione di massa. È questo il tema che da tempo sta interrogando esperti di comunicazione e diversi accademici. Come si può sfuggire ai tentacoli di una informazione, che anziché documentare oggettivamente, si lascia circuire dalla bruttezza stesse della cronaca nera che vorrebbe raccontare? I recenti casi di cronaca dal delitto di Novi Ligure a quello di Meredith Kercher mostrano una morbosità insana nell’attenzione del pubblico. Lettere d’amore indirizzate a Erika e a Omar di persone quindi che giustificano e che in qualche modo provano attrazione sentimentale in assassini spietati. Lungi dalle nostre intenzioni voler giudicare, senza dare ai colpevoli la possibilità di redimersi; eppure attestati di stima e di affetto sensuale non rappresentano un sano modo per dare una seconda possibilità.
È l’occhio morboso della telecamera, la cronaca che insiste su particolari raccapriccianti, immagini ripetute di orrore a qualsiasi ora e in qualsiasi contenitore televisivo che portano a estremismi nelle reazioni da parte del pubblico. Un esempio è l’idealizzazione in negativo fatta nei confronti di Amanda Knox, il cui viso d’angelo misto alla descrizione malata fatta da alcuni testate di possibili efferatezze da lei commesse, ha creato un personaggio da eroina maledetta. E potrebbe addirittura vendere la sua “storia” a una casa cinematografica…altro esempio di elevazione a personaggio è il caso del famoso zio Michele del delitto di Avetrana. Lo spettatore si erge a giudice, stigmatizza possibili colpevoli e segue le vicissitudini di un reo confesso come se si trattasse di un film.
L’informazione di questo genere con il sensazionalismo e la morbosità zittisce il senso critico e riesce talvolta a trasformare il negativo in positivo. Non siamo interessati alla vittima, non siamo scandalizzati per la violenza e la crudeltà dei gesti, siamo solo assuefatti e dipendenti dalla morbosità.
