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| LEGION |
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| Fabio Novel | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Pagina 1 di 2 Fabio Novel nasce nel 1966 a Trieste.Cresce quindi in una città di confine, dai tratti distintivi, la cui influenza non può non farsi sentire. Ma altrettanto e anche più forte è il peso che – come l’autore stesso ha più volte ribadito – hanno su di lui gli svariati viaggi giovanili, la maggior parte dei quali lo portano alla scoperta del Sud Est Asiatico.Stimolato da queste esperienze, combinate con la passione sfrenata per la lettura, scrive il suo primo romanzo, “Scatole siamesi” (Editrice Nord, 2002), un thriller a matrice spionistico/avventurosa ambientato nel 2058, in scenari orientali (Thailandia, Laos, Cambogia e Myanmar) virati in chiave sci-fì. Nel 2006 partecipa alla stesura del “DizioNoir” (DelosBooks), saggio a più mani curato da Mauro Smocovich, sia nella redazione delle schede che con un articolo sulla Spy story Made in Italy. Suoi racconti sono apparsi in rete (ThrillerMagazine, FantasyMagazine, I Vedovi Neri, Orient Express, BorderFiction), in libreria (M-Rivista del Mistero/Alácran, Domino) e in edicola (Segretissimo/Mondadori). È nella redazione di www.thrillermagazine.it, dove interviene regolarmente con notizie, recensioni, interviste e approfondimenti, oltre a curare la rubrica Spie nel mirino. Collabora attivamente anche con www.borderfiction.it. Partecipa saltuariamente anche all’attività di altri siti tematici, sia del DelosNetwork (www.fantasymagazine.it) che non, o di testate cartacee quali la Writers Magazine Italia. Per i lettori che non la conoscono può presentarsi in due parole? Beh, per fortuna qui sono di casa, ma non sempre si fa caso ai nomi dei curatori... Miei articoli sono presenti sin dalla nascita di ThrillerMagazine, della cui redazione sono orgoglioso di far parte. Collaboro anche con altri siti e riviste. Quando l’estro, le occasioni ma soprattutto il tempo a disposizione lo consentono, do pure sfogo alle mie pulsioni di scrittore. Ho pubblicato un thriller (Scatole Siamesi) e alcuni racconti, sparsi tra libreria, edicola e web. Sono attualmente in attesa di scoprire il futuro del mio nuovo romanzo. Alla base di tutto, però, resta il Fabio Novel lettore. Accanito, onnivoro, a tratti compulsivo. La lettura è “la buona terra” dove affondano le radici della passione. Senza di essa, non potrei coltivare alcun frutto. Può raccontarci come è nato il progetto LEGION e come si è arrivati alla scelta degli autori coinvolti? All’origine di tutto sta l’entusiasmo e la volontà degli autori italiani di Segretissimo. E di chi prova profonda stima “attiva” per il loro operato. Come spiego nella prefazione all’antologia, gli Italiani sono presenti in Segretissimo sin dal 1984, ma da un certo punto in poi, negli anni 90, si sono adeguati all’uso degli pseudonimi. Col tempo, la loro presenza in collana è aumentata, sino ad essere vitale. È nata così la cosiddetta Segretissimo Foreign Legion, appellativo un po’ goliardico che individua un gruppo veramente speciale di scrittori, decisamente diversi tra loro per stili e personalità, ma uniti in una sorta di spirito comune. Ad un certo punto, tra gli interessati si è iniziato a discutere di un progetto antologico che riunisse, senza “identità di copertura”, gli autori italiani di spy story. Un’ipotesi da proporre all’editoria, o da elaborare come vetrina comune sul web. Tanto è vero che Mauro Smocovich, “boss” di ThrillerMagazine, aveva con entusiasmo aperto le porte anche ad un’eventuale antologia di spionaggio da pubblicare on line. Poi, grazie a Sergio Altieri, passato al timone delle collane da edicola della Mondadori, da questo brainstorming ha preso corpo un progetto reale, con i suoi obiettivi e le sue scadenze. Sotto l’egida “materna e paterna” di Segretissimo! Per quanto riguarda gli autori coinvolti, si tratta di quelli che prestano al momento servizio in collana. La Legione, appunto. La sua passione per il genere spionistico è cosa nota, ma è veramente convinto che un progetto del genere possa aver presa sul lettore italiano? Può spiegarcene i motivi? Sono veramente convinto che Legion sia un’ottima antologia, assolutamente godibile e appagante anche per chi non è un patito del genere spionistico. Sono convinto che la spy fiction sia un genere sempre attuale, anche se non di moda al momento, mascherato spesso com’è dall’accomunante, ma di solito corretta, etichetta di thriller. E sono convinto che i tempi per un’affermazione più ampia della spy fiction italiana siano maturi. Così com’è successo al giallo e al noir, che pure hanno penato prima di trovare riconoscimento. Se è vero che il numero dei lettori italiani non è elevato, è anche vero che, una buona fetta di chi legge, è anche interessato a quanto accade nel mondo (soprattutto nel casino della geopolitica globalizzata) e non solo nelle strade della propria città o nelle menti schizzate dei vicini di casa. I nostri scrittori propongono una narrativa consapevole e competente nei temi trattati, che presta vera attenzione all’attualità internazionale. Soprattutto, nel farlo, sanno sempre come coinvolgere e divertire il lettore. Certo i lettori vanno raggiunti, informati e convinti. La qualità dei testi è basilare, e c’è. Però un lavoro di convinta promozione aiuta. Mi aspetto che anche la critica, che già ha dato segni positivi in tal senso, dia più ampio credito e spazio ai nostri autori impegnati su questi fronti. Sono ottimista. La spy story italiana può salire sulla ribalta come genere di punta. Confido peraltro che, quando accadrà, non si commetta l’ingiustizia di dimenticare chi le ha dato vita per anni, magari per far posto al nome di turno, che niente di nuovo inventerà, ma godrà piuttosto dell’appoggio incondizionato dei media. I racconti ospitati sull’antologia rimarranno tutti opere a se stanti o alcuni saranno lo spunto per serie che compariranno sulle pagine di Segretissimo? I racconti dell’antologia hanno tutti per protagonisti personaggi (presenti o di prossimo venturo esordio in collana nella misura del romanzo) tratti dai loro rispettivi serial ideati per Segretissimo. C'è una domanda sul progetto che non le è stata fatta alla quale vorrebbe rispondere? Tante. Ne scelgo una. LEGION viene distribuita in edicola, come speciale Segretissimo. Il suo posto naturale. Le piacerebbe però vedere pubblicata questa antologia anche in libreria? LEGION è un’antologia che meriterebbe assolutamente di trovare pubblicazione anche in libreria. I fruitori dell’edicola e quelli della libreria sono solo in parte gli stessi. È un peccato. Antologie come LEGION sono strutturate anche come ponti, per collegare due sponde di uno stesso fertile fiume. Ci sono appassionati di Altieri che in passato nemmeno sapevano della pubblicazione del ciclo dello Sniper in edicola. O recenti ammiratori del Professionista che sono approdati in libreria per acquistare le ristampe TEA dei primi numeri della serie, e hanno così scoperto accanto ai libri di Stephen Gunn titoli come Ora Zero e Sole di fuoco, firmati Stefano Di Marino. Lettori pronti ad acclamare un Premio Scerbanenco come Giancarlo Narciso, ma che non hanno mai degnato di uno sguardo un Jack Morisco (suo psedonimo) in edicola. E così via per gli altri. Sì, spero proprio che LEGION possa esprimersi al massimo anche con una seconda chance in libreria. Non solo. Mi auspico pure che qualche editore, nell’apprezzare quanto fatto, comprenda le potenzialità di questa strada, e si proponga committente di un nuovo progetto antologico improntato alla spy fiction. Chiaramente non mi dispiacerebbe affatto far parte anche di questa missione... Da “analista” come, per LEGION, o anche, perché no, da “operativo”... In collaborazione conThriller Magazine
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